Gli artisti naif ci insegnano a guardare le cose che ci circondano con gli occhi di un fanciullo

e  a percepire nella loro "poetica" e talvolta "magica" semplicità

 

" L'artista Naif non conosce la categoria del negativo

mitico o drammatico, idilliaco o epico, narrativo o lirico,

l'artista Naif non abbandona mai il terreno

di un'affermazione poetica della sua visione "

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La forza poetica dell'arte naive

di Nevio Iori

 

 In quella strana luce, informale nebbiosa del Po, molto simile al crepuscolo, meno chiara, perciò più incerta, sorge, emerge, si diffonde e, allietata dal sole primaverile, si scopre timidamente col suo canto incerto, ora dialettale, ora poetico, come canzone del XVI secolo francese,la pittura naive: avanza e ci offre l'incanto, lo splendore, la gioia delle cose dette dal cuore, spesso senza l'ausilio della mente, per essere più pure, più candide.

La stagione degli "irregolari" sta maturando e la curiosità delle genti, risvegliata dal fenomeno, si fa più intensa e ciò che rimaneva cronaca, senza informazione, s' intensifica con l'apporto di giudizi critici sull'opera di codesti neo-artisti, spesso derisi da og i ceto, ma anche ammirati, accettati, accolti con lo stesso amore che essi portano e pongono, consapevoli o no, al prossimo. Troppi giudizi, in particolare in Italia,patria di indiscussi artisti, ostacolano la comprensione della pittura ingenua.

I naif spesso non superano le dune, deserti del loro inconscio: rimangono ad abbellire pianure svettando i loro alberti, fabbricando le loro casette storte, o i paesi del passato, traendo fiabe dalle albe e dai tramonti sulle vallate, reinventando i colori e la natura stessa, o con maggiore coscienza risvegliando animali, che sono le giungle della memoria che conoscono o percepiscono con intuizione drammatica dove il vero si confonde con sogni di giustizia per farsi simbolo di vera poesia. La forza poetica, l'effettivo valore artistico dei naif si individuano infatti proprio nella inconsapevole rottura di ogni schema intellettuale; il naif, in quanto tale,  si sottrae ad ogni precostituita misura critica, sfugge ad ogni forma di "logica" culturale, stabilisce regole proprie, che osserva con estrema coscienziosità, ma che tuttavia può, d' improvviso, abbandonare. Per sua natura il naif è sempre imprevedibile. Chi si accosta all'opera sua, quando essa, s'intende, abbia raggiunto il piano della poesia, deve essere pronto a tutto: è un rapporto che non può essere d'intelligenza, ma soltanto d'amore: un gioco che ha la msteriosa coerenza della follia

 

Tratto da: Nevio Iori, Scritti sull'arte naive (Scelti e ordinati da Corrado Robotti), La Nuova Tipolito, Felina, 1993

   
 

 

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